(foto AP)

“Dobbiamo credere che, come è stata ribaltata la pietra del sepolcro, così potranno essere rimossi tutti gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione tra noi”: con questo spirito e su queste parole di Papa Francesco il mondo interno ha assistito all’atteso abbraccio ecumenico tra il Pontefice e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nel 50mo anniversario dello storico abbraccio tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Un incontro che ha concluso una giornata intensa, il cuore di questo pellegrinaggio di preghiera – come ci ha tenuto a ribadire più volte il Pontefice – ma che, come previsto, non ha potuto non assumere sfumature di valenza anche politica.

L’ARRIVO IN ISRAELE – “Auspico che questa Terra benedetta sia un luogo in cui non vi sia alcuno spazio per chi, strumentalizzando ed esasperando il valore della propria appartenenza religiosa, diventa intollerante e violento verso quella altrui.” Con queste parole, in cui si può facilmente leggere un riferimento agli estremismi religiosi che anche nelle ultime settimane hanno colpito la Terra Santa, Papa Francesco ha risposto ai discorsi del presidente israeliano Shimon Peres e del primo ministro Benjamin Netanyahu, nella cerimonia di benvenuto presso l’aeroporto “Ben …continua a leggere

Articolo tratto da: Terra Santa Blog – TSDTV.it