(foto Reuters)

Si è concluso ieri, lunedì 26 maggio, il breve ma intenso pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. L’ultimo giorno, a Gerusalemme, è stato all’insegna del confronto, dell’amicizia, della condivisione e dell’esortazione alla pace.

LA VISITA AL GRAN MUFTì SULLA SPIANATA DELLE MOSCHEE“Questo mio pellegrinaggio non sarebbe completo se non contemplasse anche l’incontro con le persone e le comunità che vivono in questa Terra, e pertanto sono particolarmente lieto di ritrovarmi con voi, fedeli musulmani, fratelli cari”. Lo ha detto ieri mattina Papa Francesco, nella visita al Gran Muftì di Gerusalemme nell’edificio del Gran Consiglio sulla Spianata delle Moschee. “In questo momento – ha proseguito – il mio pensiero va alla figura di Abramo, che visse come pellegrino in queste terre. Musulmani, cristiani ed ebrei riconoscono in Abramo, seppure ciascuno in modo diverso, un padre nella fede e un grande esempio da imitare”. Egli “si fece pellegrino” per “intraprendere quell’avventura spirituale alla quale Dio lo chiamava”. Il Pontefice ha spiegato che “un pellegrino è una persona che si fa povera, che si mette in cammino”, vivendo “della speranza di una promessa ricevuta”. Questa “fu la condizione di Abramo”, questa “dovrebbe essere anche il nostro atteggiamento spirituale.”

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Articolo tratto da: Terra Santa Blog – TSDTV.it