“Sono arrivati alle 5 di mattina. Ci hanno costretti ad uscire dalla nostra casa. Ci hanno tolto i cellulari e ci hanno impedito di avvertire qualcuno. Siamo rimasti a guardare mentre i buldozer devastavano la casa.” Sono le parole della famiglia che abitava oramai da diversi anni nella casa di proprieta’ del Patriarcato Latino di Gerusalemme appena accanto al check point di Betlemme, distrutta qualche giorno fa’ dalla Municipalita’ di Gerusalemme. Sono arrivati i soldati dell’esercito a “difendere” i buldozer mentre distrugevano tutto. Oggi insieme al Patriarca, ai nostri vescovi, a tanti preti e tantissimi laici siamo stati a manifestare contro questa decisione ingiusta ed assurda. C’eramo anche i consoli generali di Italia e Belgio a supportare la nostra manifestazione. Il Patriarca ha alzato la voce anche contro il metodo usato : “Pur sapendo benissimo che la casa era di nostra proprieta’ nessuno ci ha avvertito di questo gesto folle ed unilaterale. Questa volta non possiamo fare silenzio di fronte a questa ingiustizia”. Oggi ci siamo ritrovati insieme a tanti altri sacerdoti e rappresentanti delle varie chiese per dire il nostro NO a questa politica di “pulizia”. Tutta la zone di ulivi rimasta fuori dal muro …continua a leggere

Articolo tratto da: il Blog di Abuna Mario