E’ stata quella che ho vissuto quest’anno. Dalla domenica delle Palme sono dovuto restare a Gerusalemme per aiutare il Patriarca su alcune questioni e cosi’ ho vissuto la Settimana Santa lontano da Betjala e dai nostri bambini.

Fin dai primi giorni mi sono reso conto di una cosa che pensavo non fosse possibile ma quando la sperimenti sulla tua pelle capisci meglio anche gli altri : vivere a Gerusalemme e’ totalmente differente che vivere a Betlemme.

La prima cosa che mi e’ successa e’ che mi sono “dimenticato” del muro, dell’occupazione, del conflitto, dei check point (anche se poi durante il triduo abbiamo dovuto sopportare le angherie della polizia israeliana che ha creato un sacco di problemi ed ha impedito a tanti cristiani di andare a pregare al Santo Sepolcro – vedi video ).

Non credevo fosse possibile, eppure sono bastati pochi kilometri ( soltanto 7 km 300mt. è la distanza dal muro di Betlemme alle mura di Gerusalemme ) per rendere quel mondo aldilà del muro, un mondo lontano e soprattutto invisibile. E mi sono ritornate alla mente le parole di Daniela, la carissima amica ebrea che una volta mi disse : “ Abuna, il muro ha anche questo scopo : …continua a leggere

Articolo tratto da: il Blog di Abuna Mario